La storia 

di Imma

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Era la Pasqua del 2019 quando scoprii di aspettare 2 gemelli. 

Ero corsa in pronto soccorso per delle coliche addominali così la dottoressa di turno volle farmi un'ecografia. "Ce ne sono 2" mi disse, scesi dal lettino come una furia, guardai il mio compagno e gli chiesi scherzando "ma hai gemelli in famiglia?".

 

La gravidanza procedeva benissimo, i bimbi stavano bene e io, a parte il vomito che mi faceva stare malissimo, non avevo particolari problemi. Mi dicevano "Con i gemelli non arriverai a termine" perciò scelsi di partorire a Nocera Inferiore dove tutti dicevano ci fosse un'ottima TIN. 

Il 31 luglio feci la morfologica e scoprimmo che erano un maschio e una femmina! Che gioia!

Scegliemmo i nomi, Anna e Marco; Anna è il nome di mia madre e volevo farle una sorpresa, e non dirle nulla fino al parto.

La sera del 14 settembre andai a letto, come ogni sera stavo bene, non avevo neppure vomitato.

Il mio compagno tornò a notte fonda e io non lo sentii, saranno state le 4 del mattino quando mi svegliai per andare in bagno, non avevo molta voglia di alzarmi. Scesi le scale per andare al piano di sotto, cercai di non far rumore, perché nella stanza affianco alla nostra c'era mia madre, che oramai era fissa a casa nostra. Senza accendere la luce andai al bagno, improvvisamente sentii un liquido incontrollato scendere nella tazza, solo un pensiero mi venne in mente, urlai "mi si sono rotte le acque!" svegliando sia mia madre che il mio compagno. Accesi la luce e no, non era liquido amniotico, era sangue! Un fiume di sangue, una pressione fortissima, come una pompa, arrivammo al pronto soccorso in 5 minuti: erano le 4:15 del 15 settembre. Il ginecologo la prima cosa che fece fu un'ecografia.

Distacco di placenta, operazione d'urgenza.

Iniziai a supplicare "salvate i miei bimbi!" non riuscivo a pensare ad altro.

In sala operatoria ricordo una trentina di facce, tutto il reparto di ginecologia era lì.

Poi la betaina fredda sulla pancia, un'infermiera mi accarezzò la fronte, e io piansi "Non svegliatemi se loro non sopravvivono!" dissi.

Mi addormentai in anestesia totale recitando l'Ave Maria.

Alle 4:55 nasce Anna, alle 4:56 Marco. 

Anna stava abbastanza bene, recuperava in fretta e doveva solo crescere.

Marco invece ebbe un emorragia cerebrale, dopo 72 ore dalla nascita, mi dissero che non ce l'avrebbe fatta, l'infezione come la sepsi aggrava le sue condizioni, il ristagno biliare gli impedisce di assumere cibo, rischiando così la perforazione dell'intestino: la situazione era grave, ma Marco non smise di combattere.

Poi trasfusioni, doveva prendere forza.

Il momento più  critico fu quando lo dovettero sedare, a causa convulsioni faticarono a estubarlo!

 

Poi all'improvviso la luce: il 6 dicembre tutti a casa!

Oggi Anna e Marco hanno 18 mesi anagrafici, sono belli, monelli e stanno benone. Fanno entrambi fisioterapia a causa di un ritardo motorio, ma tutto si recupera!

I miei figli sono un miracolo, e il reparto TIN di Nocera Inferiore è stata la nostra casa per quasi 3 mesi.

Non potrò mai dimenticare quello che hanno fatto per noi!