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Età corretta ed età anagrafica


Facciamo un pò di matematica!

Solitamente la gravidanza viene conteggiata in mesi e alla fine del nono mese la mamma è pronta a partorire e il bambino è pronto a nascere. Si inizia a contare il periodo gravidico dal primo giorno delle ultime mestruazioni per un totale indicativo di 280 giorni equivalenti a 40 settimane.

Nel caso di gravidanza a rischio e di parto pretermine vengono conteggiate le settimane, perché ogni giorno ha la sua importanza nella valutazione delle condizioni fisiologiche del nascituro. Ma l’importanza del conteggio delle settimane, ha il suo peso anche dopo il parto, ovviamente nel caso di parto pretermine, in quanto si determina l’andamento dello sviluppo del bambino con maggiore precisione.

Ecco il senso dell’età corretta e dell’età anagrafica. Ma come vengono determinate? Con il termine età corretta si intende l’età che il bambino avrebbe se fosse nato a termine cioè in 40 settimane gestazionali (SG). L’età cronologica o anagrafica, invece è l’età conteggiata dalla nascita.

Esempio: dopo un anno dalla nascita, quindi ad un anno di età cronologica, se un bambino è nato a 24 settimane gestazionali, corrispondenti all’inizio del 6° mese, avrà di età corretta 8 mesi e mezzo.

Queste considerazioni ci permettono di osservare e valutare le reali capacità del bambino in funzione ai diversi ambiti di sviluppo. Non possiamo chiedere ad un bimbo nato pretermine di 12 mesi di età cronologica, di avere le stesse competenze di un nato a termine, poiché dobbiamo tenere conto delle settimane di anticipo della sua nascita e non è possibile cancellare quei mesi di maturazione che avrebbe dovuto trascorrere nella pancia della mamma.

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