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Come si sviluppano i sensi nelle diverse età gestazionali


Nel corso delle quaranta settimane gestazionali lo sviluppo del feto percorre tutte le fasi che portano alla completa maturazione.

Per maturazione si intente un neonato in grado di respirare autonomamente e di alimentarsi altrettanto autonomamente,

vale a dire di un neonato che è in grado di succhiare, respirare e deglutire contemporaneamente e di avere tutte le competenze per affrontare l’ambiente esterno all’utero materno, come la luce, il rumore, le sensazioni tattili, la forza di gravità, per gestire il proprio corpo quando viene maneggiato, di possedere capacità di termoregolazione e di auto-determinazione. Quell’auto-determinazione che gli permette di dormire tranquillamente nonostante l’ambiente sia rumoroso, oppure di piangere disperatamente perché “sente” la fame, o di autoregolarsi nelle fasi del sonno.

Nel bambino che nasce pretermine tutta questa serie di specifiche competenze non sono ancora maturate, pur avendo già sviluppato quasi completamente tutti i suoi sensi. Quindi anche un bimbo che nasce estremamente pretermine è comunque in grado di recepire tutte le stimolazioni esterne, ma non ha ancora le competenze specifiche per affrontarle, discriminarle e gestirle.

Queste esperienze molto spesso risultano stressanti e dolorose, proprio perché il livello di maturazione del suo sistema nervoso è quasi completato, ma non sono altrettanto mature le sue capacità di difendersi e di farne fronte.

Il tatto

È la prima funzione sensoriale che inizia a manifestarsi già alla 7^/8^ settimana di età gestazionale e che permette i primi contatti con il liquido amniotico, con le pareti dell’utero, con il proprio corpo. Il feto esplora, tocca, impara a conoscere i confini, a percepire il suo ambiente fisiologico. Recenti studi hanno indagato capacità tattili dei neonati pretermine alla 34^ - 36^ settimana ed è emerso che possono essere in grado di sviluppare esperienze tattili e di discriminare la forma degli oggetti con le mani, ulteriori approfondimenti dimostrano analoghe capacità anche in neonati alla 28^ settimana.

L'equilibrio

Il senso di equilibrio che si sviluppa attraverso i recettori interni all’orecchio fa si che alla 14^ settimana il feto già in grado di percepire gli spostamenti materni e i propri. Questo è un processo lento e graduale che fisiologicamente si concretizza alla 40^ settimana quando il neonato è in grado di sostenere la forza di gravità al di fuori dell’utero materno. Il neonato pretermine è sottoposto ad un grande dispendio di energia nella ricerca della stabilizzazione del proprio corpo e nel riuscire a tollerare l’esperienza del vuoto. La modalità con cui un piccolo viene manipolato nei primi giorni e nei primi mesi di vita, risulta determinante proprio per la futura organizzazione posturale e motoria. Quindi è estremamente importante che nel maneggiarlo, i movimenti siano lenti, graduali e contenitivi.

Il gusto

Le prime esperienze gustative avvengono molto precocemente, già alla 20^ settimana gestazionale e consentono al piccolo nascituro di distinguere ed “assaporare” le diversità dei gusti del liquido amniotico a seconda dei cibi di cui la madre si nutre. Si sono potute evidenziare come nel neonato pretermine ci siano ben evidenti le diverse reazioni a seconda dei diversi sapori, come ad esempio medicinali particolarmente amari o il dolce della glucosata o la concreta preferenza per il latte materno.

L’udito

Anche l’organo dell’udito inizia a formarsi molto precocemente ed il feto inizia a sentire i suoni ovattati dell’esterno dell’utero, ma soprattutto è costantemente accompagnato dai suoni interni dell’organismo della mamma, come cuore, viscere, polmoni. Quando nasce prematuramente è in grado di percepire qualsiasi rumore e suono già alla 25^ settimana e dalla 28^ settimana ha la grande sensibilità di prestare attenzione alle voci. Diventa quindi di vitale importanza la grande accortezza di limitare il più possibile suoni forti e fastidiosi che possono disturbare la maturazione della sfera emotiva e cognitiva. Altresì importante è il contatto vocale precoce con la voce della madre e del padre che ha evidenziato aspetti estremamente positivi sulla stabilità del neonato e sulle sue competenze cognitive e linguistiche future.

L’olfatto

L’organo dell’olfatto è perfettamente completo a partire dalla 30^ settimana e unitamente al gusto, sono i primi organi recettori che determinano le relazioni con il mondo esterno. Poter identificare l’odore della madre è sostanziale nel rapporto genitoriale che viene a crearsi e, specificatamente nei bambini ricoverati in terapia intensiva neonatale, gli odori possono rappresentare elementi “devianti” proprio per i circuiti olfattivi dei bambini che si stanno organizzando in risposta alla percezione degli odori attorno a loro. Quindi, agevolare il contatto costante con la madre, soprattutto durante la degenza in ospedale, favorisce gli stimoli olfattivi e di conseguenti connessioni neuronali cerebrali facilitando lo sviluppo futuro.

La vista

È l’organo sensoriale che si sviluppa più tardivamente rispetto agli altri, il feto in utero intorno alla 25^ settimana comincia a percepire le situazioni di luce o di buio dell’ambiente esterno. Solo alla 40^ settimana gli occhi sono completamente sviluppati, ma la parte del cervello che processa le informazioni della vista non è ancora pronto e la vista dei neonati raggiunge la distanza di poche decine di centimetri, la giusta distanza per vedere la persona che lo tiene in braccio. Ma, oltre questa distanza, è in grado di percepire molto bene le luci, le forme, i movimenti, ragione in più per avere la massima attenzione, sia dentro la TIN che per i primi giorni a casa, di mantenere e di proteggere l’ambiente con luci soffuse e a proteggendo gli occhi da eventuali luci necessarie per interventi e manovre.

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