• Dott.ssa Laura Boscolo Neurospicomotricista

Abilità posturali e attentive in età prescolare: gli effetti della nascita pretermine


Ogni anno circa 15 milioni di bambini nel mondo nascono prematuri e rappresentano tra il 5% e il 18% delle nascite nei vari paesi.

La nascita pretermine è stata oggetto di indagine negli ultimi anni, sia per quanto riguarda gli effetti immediati della precoce interazione con l’ambiente extrauterino, sia per quanto riguarda gli effetti a lungo termine delle difficoltà cognitive spesso riscontrabili in questi bambini.

In tale articolo ci si focalizzerà sulle abilità motorie ed attentive di un campione di bambini prematuri. Nello specifico, sono stati coinvolti 20 bambini prematuri di età compresa tra i 5 e i 6 anni, reclutati dal database dell’Associazione Pulcino di Padova, suddivisi in 2 gruppi in base all'età gestazionale: 28-32 settimane gestazionali (Very Preterm) e 32+1-36 settimane gestazionali (Moderate/Late Preterm). E’ stato indagato l’equilibrio posturale, sia statico che dinamico, e l’attenzione sostenuta. L’equilibrio posturale dinamico e’ stato valutato tramite una scala di valutazione costruita ad hoc, le cui prove sono state estrapolate da scale standardizzate. L’equilibrio posturale statico e’ stato esaminato tramite l’uso di strumentazione tecnologica (NintendoTM Wii Balance collegata ad un computer) che ha permesso di raccogliere misurazioni oggettive. Mentre l’attenzione sostenuta e’ stata indagata attraverso il Test delle Ranette (compito Go-no-Go su stimolo uditivo) e il Test MF14 (compito di ricerca visiva).

Le analisi statistiche non hanno evidenziato differenze nelle prove di equilibrio posturale dinamico tra i due gruppi di bambini prematuri. Tale assenza di differenze può dipendere da diversi fattori come ad esempio la scarsa sensibilità della scala di valutazione utilizzata e/o la modalità di scoring (analisi dei dati) adottata. Infatti nell'utilizzo della scala di valutazione motoria, e’ risultato spesso difficile sia quantificare il numero di passi eseguiti dal soggetto, sia valutare il numero di oscillazioni del corpo. Diventa quindi opportuno superare i limiti della valutazione osservativa normalmente utilizzata in ambito psicomotorio e ricorrere all’uso di strumentazioni che permettano un’analisi più oggettiva e sensibile delle performance posturali.

In merito all'equilibrio posturale statico, è emersa una prestazione posturale migliore nei bambini di età gestazionale più alta rispetto a quelli di età gestazionale più bassa, ossia restano per più’ tempo in una certa postura. Inoltre, è emerso che la stabilità posturale è migliore, sia a livello di accuratezza che di durata, quando il bambino ha a disposizione informazioni visive rispetto a quando non le ha, ovvero tutti i bambini pretermine hanno una performance migliore quando eseguono le prove ad occhi aperti piuttosto che chiusi. Questo risultato è interessante perché mette in evidenzia che le prove di equilibrio statico, diversamente da quelle relative all'equilibrio dinamico, presentavano diversi gradi di difficoltà. Ciò è confermato anche dal fatto che l’accuratezza posturale statica diminuisce man mano che cresce la complessità della postura richiesta.

Anche i risultati ottenuti dallo studio delle capacità attentive hanno evidenziato che tale abilità è influenzata dall'età gestazionale nei bambini pretermine, in quanto nel delle Ranette i bambini Very Preterm hanno prestazioni inferiori rispetto ai Moderate/Late Preterm, ossia avevano più difficoltà ad eseguire correttamente un percorso su un foglio in seguito a presentazione di uno stimolo sonoro.

L’analisi correlazionale che indaga eventuali correlazioni tra l’attenzione e l’equilibrio posturale, ha rilevato dati significativi sia all'interno di ciascun dominio analizzato (i.e., dominio motorio e dominio attentivo), che tra domini. E’ emerso, infatti, che più è difficile mantenere una data postura più il bambino è veloce nel rispondere ad un quesito cognitivo e ciò a sua volta, lo porta a commettere più errori.

Questo risultato sembra suggerire che il bambino che riesce a controllare il proprio corpo investendo risorse cognitive per mettere in atto strategie adeguate per mantenere una data postura, è anche quello che dispone di risorse utili per la risoluzione di compiti cognitivi che richiedono attenzione sostenuta.

Concludendo, i risultati di questo studio, se confermati da un campione di bambini più esteso, suggeriscono la necessità di monitorare nel tempo le performance motorie e attentive di bambini nati pretermine anche con età gestazionali non eccessivamente basse (i.e., Moderate to Late Preterm), poiché sono a rischio di sviluppare ADHD e Disturbi dell’Apprendimento in età scolare.

Dott.ssa Laura Boscolo Neurospicomotricista,

Dottore in Neuroscienze e Riabilitazione neuropsicologica

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