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La lettera di dimissione


La consegna della lettera di dimissione del proprio figlio da un reparto di terapia intensiva neonatale è uno dei momenti più felici che il genitore vive durante la vita in ospedale. Finalmente a casa, a casa riuniti con il proprio piccolo bambino, una seconda nascita!

Il periodo trascorso in ospedale accanto al proprio bambino, soprattutto quando vi sono gravi compromissioni della salute del piccolo e lunghi periodi che possono arrivare anche ai 5 o 6 mesi, lascia un ricordo indelebile in tutto il gruppo famigliare. Nel bambino innanzitutto, la cui nascita prematura lo priva del rassicurante e costante contatto fisico con la mamma e lo sottopone a manovre ed interventi invasivi, ma assolutamente necessari per la sua sopravvivenza. Nella mamma e nel papà che sono impreparati e si sentono impotenti ad esercitare il loro ruolo genitoriale all’interno di una TIN (Terapia Intensiva Neonatale). Nei fratellini che risentono dello scompenso per le assenze genitoriali e per il clima famigliare ansioso e difficile.

Il tempo di degenza nei reparti di neonatologia permette ai bimbi nati pretermine di raggiungere la maturità e l’autonomia, respirare ed alimentarsi, ma la sopravvivenza richiede loro una grande capacità di adattamento per far fronte all’ambiente esterno circostante, non protettivo e fisiologico come l’utero materno.


Si deve sempre considerare che un neonato a termine ha tutte le competenze e maturità per la sua nuova vita extrauterina, mentre un bimbo che nasce prima della 34ma settimana di gestazione non ha le capacità fisiche e neurologiche in grado di gestire i forti stimoli ambientali.


La lettera di dimissione significa prima di tutto la sopravvivenza del proprio bambino, significa anche poter rientrare in una normalità tanto desiderata, significa riprendere la propria vita, le relazioni, godersi i giochi del fratellino più grande, rallegrarsi delle visite di nonni, parenti ed amici.


Da una parte sussiste l’estrema felicità della concretezza di un futuro sicuramente migliore rispetto al periodo appena passato, dall’altra ci si rende consapevoli che d’ora in poi non ci sarà più nessun strumento di monitoraggio, nessuna infermiera che assiste, nessun medico che interviene e si potrebbe anche sentire la mancanza del reparto ospedaliero, diventato un ambiente famigliare, rassicurante e protettivo.


Nei primi giorni a casa c’è un gran bisogno di essere rassicurati, accompagnati e compresi, la relazione diretta, costante e fisica con il proprio figlio, determina le basi del rapporto e la corretta comprensione dei segnali permette al genitore di rispondere in modo adeguato e soddisfacente per il bambino. Anche l’ambiente che lo circonda dovrebbe essere adattato alle sue necessità ed esigenze.


E’ necessario quindi tenere presente alcuni aspetti molto importanti proprio per i primi giorni a casa per dargli la possibilità di acquisire una graduale stabilità fisiologica e abilità sempre maggiori che gli permetteranno di interagire al meglio con il mondo circostante.


  • Nelle varie tappe della crescita è fondamentale rispettare i suoi tempi, anche se non rispondono ai parametri normali di sviluppo. Ogni bambino è uguale solo a sé stesso ed i suoi progressi sono del tutto soggettivi.


  • Si consiglia di non sovraccaricare il bimbo di stimoli eccessivi, ma di fare o proporre una solo cosa per volta, lasciando delle pause tra l’una e l’altra.


  • Non parlare a voce alta e soprattutto non in contemporanea con altre persone.


  • Non proporre più giochi simultaneamente soprattutto se posizionati su lati opposti della stanza.


  • Rispettare i tempi del suo sonno perché resta ancora un aspetto fondamentale della sua maturazione e crescita.


  • Per la nanna è consigliato farlo dormire a pancia in su. Potrebbe capitare che per qualche bimbo pretermine non sia una posizione gradita perché spesso all’interno delle TIN, per favorire la respirazione, anche quando sono intubati, vengono posizionati a pancia in giù o di fianco. Per la nanna sul fianco è raccomandabile un cuscino pensato appositamente che gli permette di essere contenuto proprio sul fianco.


  • L’ambiente circostante dovrebbe avere luci soffuse e non dirette e all’esterno è bene proteggerlo dalla luce troppo forte del giorno.


  • I rumori troppo forti mettono a disagio tutto il suo sistema neurologico quindi evitare la televisione e la radio sempre accesa, gli ambienti rumorosi come grandi magazzini, traffico stradale.


  • La voce della mamma, per i primi giorni, è sempre il miglior suono che si può proporre, i genitori che gli parlano, cantano, raccontano, sono molto stimolanti per la sua crescita. Con il tempo sarà in grado di riconoscere le voci che diventeranno un elemento rassicurante e consolatorio, molto più attraente di altri suoni a cui presterà attenzione nei periodi successivi.


  • Evitare di utilizzare eccessive fonti di calore indotto, tenere il bambino lontano dai termosifoni, non coprirlo con troppe coperte o vestiti, d’inverno la temperatura ideale deve essere di 20 – 22 °C


  • Se ha la febbre non coprirlo mai di più, anzi potrebbe aver bisogno di essere coperto di meno.


Questi sono solo alcuni piccoli accorgimenti da adottare nei primi giorni a casa dopo la dimissione, per integrare nel migliore dei modi questa nuova e fragile vita nell’ambiente famigliare. Non si deve dimenticare che molto spesso il piccolo arriva a casa più o meno con la data presunta della sua nascita e va considerato come un neonato di qualche giorno, vale a dire con la sua nascita corretta, anche se in realtà come nascita anagrafica, ha già qualche mese di vita.





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