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Lo sviluppo motorio nei neonati prematuri


Nascere prima del termine della gravidanza è un evento traumatico che coinvolge non solo il nascituro, ma l’intera famiglia.

Al piccolo vengono richiesti grandi sforzi e un enorme impegno per adattarsi a quella che è la vita extrauterina. È bene sempre considerare la differenza fra età corretta ed età anagrafica, vale a dire la data presunta del parto e la data di nascita, perché risulta determinante per una serie di fattori, uno dei quali è ovviamente lo sviluppo motorio.

Più l’età gestazionale è bassa, più sussistono aspetti di contenimento e di “care” che obbligatoriamente devono essere messi in pratica dentro i reparti di terapia intensiva neonatale, fin dai primi istanti di vita, proprio per accompagnare e sostenere la crescita e per prevenire alcune difficoltà che potrebbero presentarsi successivamente.

È necessario considerare che ogni giorno, dei 280 totali, equivalenti alle 40 settimane di gestazione, è determinante per la maturazione del feto e di tutti i suoi organi. Mentre, ogni giorno vissuto all'interno di un’incubatrice, nonostante vengano prese tutte le accortezze del caso, sono un’opportunità in meno per il piccolo pretermine.

All’interno dell’utero materno il feto vive uno stabile stato di benessere. La parziale mancanza di gravità gli offre una estrema facilità di movimento. L’ambiente liquido gli permette di muoversi in modo fluido, istintivo e armonico. Il costante contatto con tutte le pareti dell’utero crea un fondamentale e determinante contenimento. L’assenza di suoni diretti e il buio quasi completo, agiscono positivamente sul suo stato di salute e, più in generale, in queste condizioni il bimbo è in grado eseguire tutti i movimenti che gli procurano piacere, come succhiare il suo dito, toccarsi il corpo, girarsi a piacimento.

Anche gli ultimi mesi di gravidanza, che costringono il corpicino a mantenere posizioni sempre più raccolte e simmetriche, sono importanti per una completa maturazione che, nello specifico, influisce in modo determinante nello sviluppo psicomotorio. L’acquisizione della posizione flessa, più comunemente definita come posizione fetale, è importante proprio in prospettiva della vita dopo la nascita, perché aiuta a contrastare la forza di gravità e favorisce una maggiore stabilità anche in presenza di stimoli esterni ambientali.

In mancanza di tutte questi importanti aspetti, come nel caso di nascita pretermine, lo sviluppo psicomotorio non segue le fasi naturali e fisiologiche e il neonato è costretto ad adattarsi precocemente e repentinamente ad una serie di necessari cambiamenti che influenzeranno in modo determinante su aspetti, oltre che prettamente motori, anche neuro-comportamentali, relazionali e psicologici.

La “care” all’interno delle TIN, reparti di terapia intensiva neonatale, diventa quindi determinante per quello che sarà lo sviluppo dell’aspetto motorio e neuropsicomotorio futuro e gran parte delle attenzioni saranno incentrate sugli aspetti posturali e di contenimento dentro le incubatrici. L’azione del “wrapping”, che va poi adottata anche per i primi tempi dopo la dimissione, serve a dare il contenimento necessario al bimbo a trovare una maggiore stabilità e a limitare le situazioni che possono irritarlo e disturbarlo.

Per effettuare il contenimento del piccolo si consiglia di utilizzare un morbido lenzuolino in mussolina di cotone, un tessuto con trama a quadretti per poter contenere il neonato senza stringerlo.

Una volta a casa, quando il bimbo può stare seduto sulla sdraietta, sempre al fine di contenerlo, si possono mettere dei morbidi “rotolini” per il sostegno laterale. E’ bene controllare che il bimbo non sia seduto con la schiena storta e che non abbia troppo spazio lateralmente che potrebbe creargli una sensazione di disagio. In sostanza, accertarsi che la posizione sia comoda, morbida e confortevole.

Esistono sdraiette con seduta regolabile e dotate di riduttore contenitivo e confortevole pensate appositamente per i primi mesi. Può essere utile scegliere un modello dotato di barra gioco per stimolare il piccolo sia da un punto di vista visivo che della coordinazione oculo-manuale.

Quando è sdraiato su un piano, come nel fasciatoio per il cambio del pannolino, o a terra su un tappeto, è preferibile posizionarlo su un cuscino contenitivo, come quello per l’allattamento. Questo gli permetterà di sentirsi contenuto e di trovare maggior stabilità, oltre che fornire una postura motoria maggiormente corretta. Tale posizione faciliterà l’attenzione del bimbo anche durante i movimenti d’interazione e di gioco con l’adulto, perché una posizione confortevole potrà favorire maggiore impegno e concentrazione nello sguardo, nell’ascolto e nell'interazione con quello che avviene intorno a lui.

In seguito, quando il bambino dimostra una certa stabilità, si possono proporre altre posture, sempre in forma graduale, come quella sul fianco o prona, cioè a pancia in giù, ma il contenimento resta in ogni caso determinante in tutte le posizioni.

Un valido aiuto per la posizione sul fianco è porre lateralmente dei pannelli colorati e stendersi proprio a fianco del piccolo, richiamando la sua attenzione con la voce, ma anche con suoni, luci, trillini o spostare i giochini della palestrina lateralmente.

Solitamente la postura prona non è molto gradita poiché è molto impegnativa e difficile da mantenere e la si può proporre quando il bambino è in grado di reggere la testina da solo. Un’ottima soluzione è sostenere il bambino posizionando un rotolino trasversalmente, a livello sternale, sotto le ascelle, facendo attenzione che possa appoggiare i gomiti sulla superficie. Resta sempre molto importante rispettare i suoi tempi e cogliere eventuali situazioni di fastidio e di disagio, al fine di non fargli vivere esperienze sgradevoli e troppo faticose.

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