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Le emozioni prima del parto



La gravidanza dà modo alla futura mamma di vivere i vari passaggi e le vari fasi con una tempistica adeguata al susseguirsi della gestazione. Ogni settimana ha un particolare momento, una specifica condizione ed ogni settimana viene vissuta con diversi stati d’animo, con una più concreta consapevolezza, conoscenza ed accettazione delle trasformazioni del proprio corpo.


Il tempo della gravidanza è scandito da esami clinici, monitoraggi, ecografie a cui fanno seguito ansie e timori o rassicurazioni e serenità a seconda degli esiti.


Ogni donna vive la propria gravidanza in modo del tutto personale e soggettivo e, addirittura nella stessa donna, più gravidanze possono presentarsi completamente diverse, dalla prima alla seconda o anche nella terza. Guide, manuali, protocolli, corsi, consigli, possono sicuramente aiutare, ma alle volte, possono distogliere la futura mamma dal vivere in modo personale ed esclusivo la propria gravidanza. La piena consapevolezza del momento che si sta vivendo è sicuramente un aspetto estremamente positivo soprattutto nel caso di difficoltà, esiti negativi, periodi di sconforto.


Ma consapevolezza è anche avere una piena conoscenza di tutto quello che può accedere durante una gravidanza, è anche crearsi una resilienza che possa far fronte a vari aspetti, è vincere la sensazione di frustrazione quando il percorso non si rispecchia in quelli che sono i modelli di gestazione che appaiono sui social o sui media, così pubblicamente esibiti da personaggi pubblici, o come vengono definiti gli influencers.


La stessa visione è applicabile al momento del parto: ogni parto ha la sua storia e deve venir vissuto in modo personale ed esclusivo. Anche in questo caso la preparazione al parto è sicuramente di estrema importanza, ma l’aspetto fondamentale è che non esiste una regola valida per tutto e per tutti, l’insegnamento più importante è trasmettere alle partorienti la forza di far fronte a qualsiasi risvolto, imprevisto, emozione, gioia o avversità.


Proprio a conferma di tutto ciò riportiamo alcuni post che ci sono pervenuti alla nostra pagina facebook alla domanda:



“Come ti sentivi poco prima del parto?”


Non me la sento di intimorire chi sta per affrontare tutto ciò, dico solo che ogni parto è a sé e che è bello viversi quella giornata momento dopo momento, nonostante tutto. Penso che noi donne abbiamo un dono speciale e una forza incredibile, pensate solo che in quel momento dovete assolutamente "aiutare" il vostro bambino a nascere e che da quel momento in poi tutto sarà meravigliosamente meraviglioso. Forza coraggio e auguri a tutte!

Non vedevo l'ora. Mi sentivo stanca e avevo i piedi così gonfi che sembravo un mammut. Partorire è stata la cosa più bella che ho mai vissuto nella mia vita. Il dolore fisico più forte, ma la felicità più grande. Lo rifarei mille volte.

Tanta paura nell’affrontare qualcosa di così bello ma allo stesso tempo spaventoso, dolori lancinanti, ma quando l’ho visto mi sono sentita la donna più fortunata e felice del mondo.
 Il mio principe, nato tre mesi fa.

Non ero preparata psicologicamente, perché mancava ancora un mese, ero ricoverata da una settimana perché non stavo bene, mai avrei pensato di partorire proprio in quei giorni. Purtroppo ho fatto tutte le ore di travaglio da sola a causa della pandemia, e avrei tanto voluto il mio compagno, mia mamma o mia sorella, desideravo che fossero stati vicini a me. Tanto dolore, non pensavo si potesse provare un dolore simile, ad un certo punto mi sono sentita anche morire. Ma quando era ora di spingere non so da dove mi è uscita la grinta ed è stato il momento più bello! Imploravo il cesareo e invece ad oggi sono contentissima di aver fatto il naturale e di aver provato quelle emozioni che sicuramente il cesareo mi avrebbe tolto!

Ripenso a quel giorno quasi tutti i giorni e sono davvero stupita della forza che abbiamo noi donne! Chi non prova non può capire!

Sinceramente non vedevo l'ora, dopo 3 giorni di induzione ero stanca, tracciati ogni 4 ore, non ne potevo più. La mattina che mi hanno indotto il parto con l'ossitocina ero felice, erano le 6 del mattino, alle 20:17 e nata la mia Aurora. Vi lascio immaginare cosa è successo in tutto quel tempo. Alla fine stanca ma felice!

Ero come in una bolla, frastornata da quello che vedevo intorno tanto che questa strana sensazione non mi ha fatto aver paura, ero come concentrata su altro. Difficile anche da spiegare.

L'esperienza della gravidanza ha cancellato il mio passato da ipocondriaca.

Personalmente non ho avuto il tempo di pensare a come sarebbe potuto essere perché colta di sorpresa di notte a 36 settimane sono partiti i primi dolori, avevo il termine il 10 agosto, invece il 10 luglio è iniziato tutto in maniera del tutto naturale. Il 12 alle 23.22 avevo la mia piccola tra le braccia, non ho dormito per tre giorni e la doccia è stata la mia salvezza durante il travaglio, un'esperienza sicuramente dolorosa ed un pò estenuante, ma da vivere in pieno ed in ogni suo momento, anche perché sei consapevole che è tutto in funzione della nascita della cosa più importante della tua vita.

Parto indotto, per cui mi sono alzata la mattina e sono andata a ricoverarmi, consapevole che quel giorno avrei partorito. Quella mattina tutta la paura del dolore che avrei provato, era scomparsa. Ho affrontato il travaglio serenamente e concentrata, ero lì lì per partorire in stanza travaglio e poi ho fatto il cesareo d'urgenza. Un trauma.

Con la prima non vedevo l'ora di partorire, con la seconda avevo paura e non volevo partorire, la terza con il cesareo non volevo entrare in sala operatoria, ma dovevo per forza essendo la bimba podalica non avevo altra scelta. Esperienza nuova abbastanza emozionante.

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