• Dott.ssa Francesca Babetto psicologa

Il potere del tocco dinamico


Il contatto per i neonati, e ancor di più per i bambini prematuri, è importantissimo. Ne è prova la Kangaroo Mother Care, come descritto in un nostro articolo in precedenza: il bimbo, viene appoggiato sulla mamma e inizia così un contatto pelle-a-pelle che si è rivelato fondamentale per i neonati prematuri.

Questa terapia è in grado di apportare cambiamenti fisiologici non indifferenti nel bambino.

Se l’importanza del contatto è, quindi, ampiamente dimostrata, esiste una tipologia di contatto, di tocco, da cui il neonato può trarre maggiormente beneficio?

Cercando di rispondere a questo quesito, una ricerca recente ha introdotto un nuovo termine: tocco dinamico. Questo tocco consiste in una stimolazione dei nervi somato-sensoriali della pelle. Ciò che contraddistingue questo tipo di contatto, sta nella sua lentezza e bassa intensità: il tocco dinamico non è altro, insomma, che una carezza. Nello specifico, si tratta di una particolare tipologia di contatto affettivo le cui componenti sono veicolate da alcune fibre – gli afferenti C-tattili – che proiettano sulle strutture limbiche del cervello.

Lo studio di questo specifico tocco è rivoluzionario soprattutto se viene confrontato con un tocco di tipo statico: le differenze sono evidenti. Infatti, mentre gli effetti del tocco statico non sono visibili nel neonato, il tocco dinamico ha conseguenze notevoli. Dopo l’esposizione a questo tipo di contatto, il bambino rilascia delle sostanze, come ossitocina e oppioidi, che riducono l’eccitazione: la frequenza cardiaca diminuisce, i livelli di ossigenazione e saturazione del sangue aumentano.,

Nello studio sopraccitato, i neonati sono stati sfiorati ad una velocità di 3 centimetri al secondo per cinque minuti; la novità di questa ricerca risiede nell'aver indagato sugli effetti che vanno oltre il periodo di stimolazione tattile, valutando anche le condizioni “Pre-Contatto” e “Post- Contatto”: ne è risultato che il tocco dinamico apporta benefici anche dopo la durata del contatto, dunque a lungo termine.

Questi dati sono interessanti poiché, come risaputo, una delle tante problematiche relative alla nascita prematura è che questi neonati provano inevitabilmente dolore. Gli effetti di quest’ultimo sono visibili anche a livello fisiologico: la condizione di sofferenza causa pressione sanguigna e frequenza cardiaca più alte, il che rende il battito del piccolo irregolare, superficiale e rapido. Ciò può portare gravi conseguenze, tra cui una povera ossigenazione dei tessuti e una motilità gastrica intaccata.i.

Il neonato esposto al tocco dinamico sembra migliorare proprio a questi livelli: intervenendo sulla motilità gastrica il peso aumenta, agendo fisiologicamente (ad esempio sulla frequenza cardiaca) diminuiscono le risposte neurali agli stimoli dolorosi. Complessivamente, il tempo di ricovero risulta quindi ridotto.

Se questo tipo di positivi risultati si sono ottenuti attraverso il tocco di operatori sanitari che per quanto esperti non sono i genitori, c’è da dedurre che se l’applicazione del tocco dinamico venisse attuata direttamente da mamma e papà si potrebbero ottenere risultati ancora migliori. Sarebbe doveroso quindi, in futuro, studiare i benefici del tocco dinamico e della carezza quando sono proprio i genitori a creare questo contatto con il loro bimbo e non degli estranei.

Dynamic touch reduces physiological arousal in preterm

infants: A role for ctactileafferents?Andrea Manzottia,b,c,1, Francesco Cerritellia,1,⁎, Jorge E. Estevesd,e,f,g, Gianluca Listab, Erica Lombardia,c, Simona La Roccaa,c, Alberto Gallaceh, Francis P. McGlonei,j, Susannah C. Walkeri

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