• Educatrice Neonatale Cinzia Caltabiano

Il momento del sonno


Sicuramente uno degli aspetti che risultano un po’ più difficili da gestire riguarda il sonno.

Una volta a casa il neonato prematuro ha bisogno di un’attenzione particolare da parte dei genitori affinché vengano individuate le strategie che lo aiutino nelle situazioni quotidiane come mangiare, dormire e relazionarsi.

Il ritmo sonno – veglia potrebbe non essere “tarato” correttamente poiché nelle TIN (terapie intensive neonatali) non è sempre possibile rispettare un’alternanza luce – buio, avere suoni attenuati durante il giorno e silenzio alla notte (i suoni degli allarmi sono spesso improvvisi ed acuti) senza considerare le volte in cui i bambini vengono svegliati per la somministrazione dei farmaci o per i prelievi, (vedi I ritmi sonno veglia) appare ben chiaro che tutto ciò non aiuta a instaurare fin dalla nascita un corretto sviluppo del ritmo circadiano.

Una volta a casa però i genitori possono aiutare il proprio bambino ad instaurare un buon ritmo sonno-veglia, ad addormentarsi e a ridurre i risvegli notturni. Partiamo intanto con il dire che durante il giorno il bambino va posto in ambienti discretamente luminosi e con rumori attenuati; un aiuto per rilassare il bambino può venire dal cosiddetto “rumore bianco”. I rumori bianchi mantengono la stessa tonalità e costanza (come il suono di un asciuga capelli o della cappa di aspirazione), riescono ad annullare i suoni gli altri suoni ambientali e ad aiutano il bambino a legare più cicli di sonno.

Come si affronta la nanna serale?

Alla sera è importante creare una routine (ad esempio prima pappa, poi bagnetto, carezze e coccole) affinché si possa affrontare serenamente il momento della nanna. È importante che l’ambiente si prepari con lui, quindi i rumori vanno ridotti al minino e le luci vanno abbassate.

Dopo avere messo il bambino nel proprio lettino, a pancia in su, è importante rimanere con lui, tenendogli la manina, cantando la ninna nanna, facendo sentire quindi la presenza dei genitori. Fino ai 12 mesi di età corretta è consigliabile tenere la culla nella stanza dei genitori, questo favorirà l’allattamento e la gestione dei risvegli notturni, sarà così più semplice farlo rilassare, può anche essere di aiuto l’uso del succhietto che soddisfa la necessità di una suzione non nutritiva. Soprattutto per i primi tempi sarà utile creare un nido contenitivo come quello utilizzato nei reparti di terapia intensiva neonatale, affinché il bambino possa trovare dei confini e sentirsi più stabile.

Cosa fare durante i risvegli notturni?

È importante rispondere sempre al richiamo del bambino cercando di capire se ha bisogno di essere cambiato o se qualcosa lo disturba, nel caso in cui il risveglio sia dovuto alla fame, lo si allatterà (al seno o con il biberon) cercando di tenere luci soffuse e interagendo il meno possibile, appena finito di mangiare, prima di addormentarsi completamente in braccio, sarà importante mettetelo nel lettino e attendete che si addormenti completamente, in questo modo si favorirà una maturazione della capacità di addormentarsi in autonomia pur mantenendo la vicinanza con i propri genitori.

Dott.ssa Cinzia Caltabiano Pedagogista Educatrice Prenatale e Neonatale

www.educatricepreneonatale.it

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