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Quando un bimbo prematuro può sopravvivere


Un parto pretermine può avvenire per diverse cause, la più comune e forse la più frequente, è la preeclampsia, nota anche come gestosi, ma è dovuto anche a sofferenze fetali, gestazioni

multiple, distacco della placenta, infezioni, rottura delle membrane. Esistono fondamentalmente due tipologie di parto pretermine: quello improvviso e del tutto inaspettato e quello dovuto ad una gravidanza a rischio.


E’ evidente che nel primo caso la mamma si troverà ricoverata in emergenza nel primo centro ospedaliero più vicino e se l’ospedale di primo ricovero non fosse abilitato nelle emergenze neonatali, il bimbo potrebbe essere trasportato nel centro neonatale territoriale di riferimento. Si ripetono molto spesso casi di questo tipo, dove la mamma resta ricoverata in ostetricia, mentre il bambino potrebbe trovarsi anche a molti chilometri di distanza dalla madre nel reparto di patologia neonatale.

Nel secondo caso invece, quello di gravidanza a rischio, è possibile per la gestante prevedere già quello che potrebbe essere il centro più qualificato dove essere monitorata durante la gravidanza e, nel caso di parto pretermine, avere il reparto di patologia neonatale nello stesso centro ospedaliero di ostetricia e ginecologia.


In ogni caso e per tutte le mamme in attesa potrebbe essere utile essere conoscere già quelli che sono i centri più qualificati limitrofi a dove si vive e nello specifico, di non scegliere la clinica o l’ospedale solo esclusivamente per le proposte qualitative dell’ostetricia, ma anche considerando l’esistenza e la classificazione di un reparto di terapia intensiva e patologia neonatale.


La conoscenza e la consapevolezza da parte dei futuri genitori di una, seppur lontana, ipotesi di un parto pretermine, può solo che agevolare il decorso di una gravidanza e rendere meno traumatico un evento improvviso di questo tipo, ma soprattutto offre l’opportunità alla futura mamma di trovarsi “nel posto giusto” nel caso di parto pretermine.


Non tutti i ginecologi sono solerti nello spiegare i vari casi di possibile parto pretermine, che oggi in Italia superano il 6% delle nascite, ma soprattutto non forniscono alle coppie in attesa, tutti gli elementi che potrebbero tranquillizzare e facilitare quello che potrebbe essere il percorso in caso di parto pretermine. Le sole informazioni di dove si trovano i centri di terapia intensiva neonatale più vicini, di quali sono le eccellenze raggiunte negli ultimi dieci anni, della concreta possibilità di sopravvivenza a bambini che nascono solo alla 23ma settimana di gestazione, o con pesi minimi di 300 grammi, possono contribuire ad agevolare eventuali difficoltà, ansie, dubbi che inevitabilmente insorgono nel momento emergenziale.


Anche nella programmazione delle vacanze sarebbe bene considerare eventualità inaspettate e aver già le idee chiare degli eventuali percorsi assistenziali e la conoscenza del livello qualitativo delle neonatologie degli ospedali e dei centri più vicini.


Esistono tre livelli che contraddistinguono le UTIN Unità di Terapia Intensiva Neonatale e che ne determinano le caratteristiche dell’assistenza specializzata nei confronti del neonato pretermine e del neonato a rischio. Questi livelli sono stabiliti dalla SIN Società Italiana di Neonatologia e dalla SIMP Società Italiana di Medicina Perinatale.


Le neonatologie di I° livello sono in grado di fornire al neonato le cure base dopo la nascita come:

  • garantire la rianimazione nei casi necessari;

  • valutare e fornire le cure neonatali ai bambini sani;

  • stabilizzare e curare i bambini nati tra la 35° e la 37° settimana di gestazione che sono fisiologicamente stabili;

  • stabilizzare i neonati malati e quelli nati prima della 35° settimana di gestazione, fino al trasferimento presso una struttura che può fornire un livello adeguato di assistenza.


Le neonatologie di II° livello sono in grado di erogare cure più specialistiche. Le strutture con Neonatologia di II livello devono garantire:

  • l’assistenza a bambini di peso alla nascita superiore ai 1500 grammi nati oltre le 32 settimane di gestazione;

  • la cura di bambini convalescenti provenienti da centri di terzo livello;

  • la rianimazione e la stabilizzazione di bambini pretermine e/o malati prima del trasferimento presso una terapia intensiva neonatale.


Le neonatologie di III° livello, sono le TIN Terapie Intensive Neonatali, strutture che possiedono macchinari in grado di monitorizzare la funzione cerebrale, cardiovascolare, respiratoria e di strumenti di diagnostica come risonanze magnetiche e TAC.

Le strutture con Neonatologia di III livello si dividono in 3 tipi:



III° livello A: sono le strutture che possono garantire:

  • l’assistenza ai bambini nati dopo le 28 settimane di gestazione e che pesano più di 1000 gr;

  • la ventilazione meccanica;

  • l’esecuzione di interventi di chirurgia di base.


III° livello B: sono le strutture che possono garantire:

  • l’assistenza ad ogni neonato indipendentemente dal peso e dall’età gestazionale;

  • il supporto respiratorio avanzato come la high frequency ventilation e l’inalazione di ossido nitrico;

  • l’accesso a numerosi specialisti pediatrici;

  • la diagnostica per immagini comprensiva di ecografia, TC, RM.


III° livello C: le strutture che possono garantire

(oltre a tutte le caratteristiche delle strutture di Livello B):

  • la possibilità di fornire un supporto tramite circolazione extracorporea;

  • la riparazione chirurgica delle malformazioni cardiache congenite.


In linea generale un reparto di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale di III° livello accoglie circa 500 neonati all’anno, di cui circa 100 prematuri con peso molto basso alla nascita (peso neonatale inferiore a 1500 grammi), numero di pazienti ideale, come auspicato anche da  studi internazionali per garantire un buon livello di “expertise” professionale.


In linea con questi principi giova ricordare l’accordo Stato-Regioni del 2010 per il quale si auspica che tutti i neonati sotto le 34 settimane di età gestazionale, nascano in un centro di III° livello dotato di una Terapia Intensiva Neonatale. Tale accordo prevede anche che le Terapie Intensive Neonatali gestiscano almeno 50 neonati di peso inferiore ai 1500 grammi al fine di garantire un’adeguata assistenza e cura del neonato.


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